differenza tra mascherine ffp1 ffp2 ffp3

Vuoi conoscere la differenza tra mascherine FFP1, FFP2 e FFP3? Facciamo chiarezza con un approfondimento sui DPI.

Con la diffusione del coronavirus, oggi, come mai prima d’ora, ci siamo ritrovati a parlare delle mascherine protettive per naso e bocca praticamente ogni giorno. 

Mascherine di stoffa, mascherine chirurgiche e mascherine DPI sono diventate essenziali per poter uscire di casa evitando i rischi di contagio, ma a proposito delle ultime, non tutti conoscono che cosa cambia tra una categoria e l’altra.

Qual è la differenza tra mascherine FFP1, FFP2 ed FFP3

Quanto filtra ogni categoria, quanto dura e come è fatta?

Qui puoi trovare un confronto tra i vari DPI in modo tale da capire quali scegliere e quando, per proteggerti dal Covid-19.

Ecco tutti i chiarimenti.

Differenza tra mascherine ffp1 ffp2 ffp3: filtrazione e sicurezza.

Mascherine DPI: perché utilizzarle può fare la differenza durante questo periodo.

Tra le varie tipologie di mascherine usa e getta, le mascherine chirurgiche e le DPI sono certamente le più utilizzate di tutte. 

Nonostante le chirurgiche abbiano un prezzo molto più basso e siano considerate una risorsa molto utile per contrastare i contagi da coronavirus, anche le mascherine DPI vanno alla grande

Perché?

Perché mentre le mascherine chirurgiche proteggono solo chi sta attorno all’indossatore, le mascherine DPI proteggono anche chi le porta sul viso, ma in percentuale diversa a seconda della categoria scelta. 

DPI, infatti, significa letteralmente “dispositivo di protezione individuale”, proprio per indicare questa capacità.

Dunque una mascherina chirurgica può considerarsi totalmente utile solo se tutti i presenti in un contesto indossano correttamente una mascherina certificata di questo tipo, mentre le mascherine DPI garantiscono sicurezza a chi le indossa anche se chi gli sta attorno non è protetto adeguatamente.

Chiarito perché le mascherine DPI sono diventate degli strumenti essenziali per vivere con più serenità il periodo dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando, passiamo subito a parlare delle differenze tra le varie categorie.

Leggi anche: Tipi di mascherine DPI: ecco la classificazione delle mascherine antivirus

Potere di filtrazione: la differenza tra mascherine FFP1, FFP2 e FFP3.

Sapere esattamente quanto filtra ognuna delle categorie di mascherine DPI è essenziale per essere certi di potersi effettivamente proteggere dai contagi e per sapere di preciso a quali situazioni di rischio è possibile esporsi senza correre dei rischi.

Iniziamo col dire che i numeri che seguono la sigla FFP (che sta per “face filtering piece”) indicano il potere di filtrazione di ogni DPI.

Il numero più basso indica la filtrazione più bassa, quello più alto il potere di filtrazione maggiore.

Vediamo nel dettaglio questa differenza.

Mascherine FFP1
Queste protezioni per naso e bocca hanno un potere di filtrazione pari al 72%, sia per quanto riguarda l’aria in entrata che quella in uscita. Per via della loro struttura però, non sono in grado di bloccare le particelle volatili più piccole, pertanto, nonostante siano utili in numerosi contesti lavorativi, non vengono considerate idonee per la prevenzione dei contagi da coronavirus.

Mascherine FFP2
Queste protezioni – equivalenti alle mascherine KN95 – sono in grado di filtrare il 95% di droplets, virus e batteri dispersi nell’aria, in entrambe le direzioni. Oltre ad essere realizzate con una struttura di materiali molto fitti, il potere di queste mascherine è potenziato anche dall’effetto elettrostatico.
Non a caso le mascherine FFP2 sono molto utilizzate sia in ambito medico sanitario che durante la quotidianità.

Mascherine FFP3
I facciali filtranti di questa categoria sono certamente i più potenti di questo confronto. Sono in grado di filtrare ben il 98% di agenti patogeni in entrata e in uscita, sia grazie alla loro struttura che al potere elettrostatico.
Queste mascherine, nel contesto del coronavirus, vengono indossate per affrontare i contesti più pericolosi in assoluto, quindi nei reparti Covid, nelle ambulanze e nei contesti ad alte probabilità di contagio.

Come vedi, da questo confronto è emerso che nonostante facciano parte della categoria dei DPI le mascherine FFP1 non sono considerate idonee per proteggere il nostro organismo dai contagi da Covid-19. Le altre mascherine, invece, sono delle risorse utilissime, che però si differenziano per potere di filtrazione.

Perché una categoria filtra più dell’altra? Tutto dipende dalla struttura.

Come anticipato sopra il potere di filtrazione di ogni categoria di DPI è influenzato dalla struttura della mascherina.

Ogni facciale filtrante è realizzato con una forma ergonomica, cioè una struttura in grado di adattarsi e aderire il più possibile alla forma del viso.

Per quanto riguarda il materiale, come le chirurgiche, anche le DPI sono realizzate con TNT.

Il TNT, però, è un tessuto non tessuto che può essere realizzato in tanti modi diversi. Esistono dei tessuti più fitti, altri meno, e altri ancora che hanno un potere idrorepellente.

Nel caso dei facciali filtranti, la differenza di filtrazione dipende proprio dai tessuti scelti.

Scopri la differenza tra mascherine ffp1 ffp2 ffp3.

Le mascherine FFP1, essendo ideate e realizzate per proteggere naso e bocca dalle particelle volatili più grandi sono composte da più strati di TNT caratterizzati da una “trama” più larga e per questo non sono utili per prevenire i contagi da coronavirus.

Le mascherine FFP2 ( e anche le KN95) sono realizzate con almeno 4 strati di TNT più fitto e il loro potere di filtrazione è amplificato dall’effetto elettrostatico, che blocca le particelle dannose già nella prima fase di filtrazione.

Le mascherine FFP3 vengono assemblate con l’utilizzo i una tipologia di TNT molto fitto, perciò riescono a bloccare gli agenti patogeni più piccoli già con la filtrazione meccanica che, anche in questo caso, è ulteriormente amplificata da un’azione elettrostatica.

Detto questo, è importante specificare che i DPI esistono anche nella versione con valvola.

Questi strumenti sono stati realizzati per essere indossati in alcuni contesti lavorativi in cui è importante proteggere chi le indossa da sostanze nocive, ma consentendo una respirazione più agevole.

La valvola infatti permette di eliminare più facilmente umidità e anidride carbonica che tendono a persistere all’interno della mascherina, ma allo stesso tempo permettono di fuoriuscire anche a virus e batteri.

Quindi le mascherine DPI con valvola non sono idonee per proteggere dai contagi del Sars-Cov-2.

Passiamo ora a parlare di quanto dura l’effetto protettivo dei facciali filtranti DPI.

Durata dei DPI: c’è differenza tra mascherine FFP1, FFP2 ed FFP3?

Nonostante il potere di filtrazione tra le diverse categorie di mascherine DPI cambi, non si può dire lo stesso per la durata.

Infatti i facciali filtranti non riutilizzabili, caratterizzati dalla presenza della sigla NR, sono ideati per essere utilizzati per circa 8 ore (un turno di lavoro).

Se invece hai acquistato una mascherina DPI riutilizzabile, riconoscibile dalla presenza della lettera “R”, allora l’utilizzo può essere prolungato in base alle indicazioni del produttore.

Detto questo, occorre fare delle precisazioni.

Se durante la quotidianità ti è capitato di indossare un facciale filtrante per solo un’ora, questo è da buttare?

La risposta è no. Lo potrai utilizzare ancora fino ad arrivare al totale di 8 ore, ma a patto che questo sia perfettamente intatto e che l’abbia conservato al riparo da fonti di calore, liquidi o altre contaminazioni.

Diverso se utilizzi una mascherina DPI in un contesto molto pericoloso.

Se hai utilizzato una mascherina FFP2, KN95 o FFP3 per avere contatti con individui positivi al Covid-19, meglio eliminare la mascherina dopo l’uso, avendo cura di gettarla tra i rifiuti nel modo corretto.

Leggi anche: Quanto protegge la mascherina chirurgica dalle particelle in ingresso e in uscita? È davvero la migliore?

Per concludere.

Ora sai tutto riguardo alle differenze tra le categorie di DPI.

Ognuna di esse è strutturata in maniera diversa, pertanto offre anche una diversa percentuale di protezione più o meno idonea in base al contesto di utilizzo.

Ci teniamo però a raccomandarti di acquistare solo ed esclusivamente mascherine DPI testate e certificate, le uniche in grado di garantire protezione certa.

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