Come disinfettare (efficacemente) le mascherine fuori dalle strutture sanitarie

come disinfettare le mascherine

Qual è il modo giusto per sanitizzare i dispositivi di protezione individuale? Ecco ciò che devi sapere.

In questi ultimi mesi di pandemia da COVID-19 i dubbi sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e su come disinfettare le mascherine sono stati tanti. Abbiamo perciò deciso di pubblicare questo approfondimento sul tema della sanitizzazione dei DPI, in modo da aiutarti a fare chiarezza nella tua mente.

Le conseguenze del coronavirus ci hanno portati a dover cambiare le nostre abitudini. Uno dei cambiamenti principali riguarda l’uso dell mascherina, dispositivo che ci accompagnerà nel quotidiano almeno fino a quando non avremo trovato una soluzione farmacologica valida o un vaccino per proteggerci dal virus.

Con l’obbligo di utilizzare i DPI sono nate tutta una serie di domande per utili a capire come impiegarle al meglio. Tra queste, una delle domande più comuni in cui ci si può imbattere è: come disinfettare efficacemente le mascherine lavabili o riutilizzabili.

In questo articolo approfondiamo la questione della disinfezione delle mascherine. Farlo nel modo corretto è una prassi capace di aumentare il proprio grado di protezione e anche quello di chi ci circonda.

Tipologie di Mascherine.

tipologia di dpi

Prima di spiegare come disinfettare efficacemente una mascherina è necessario descrivere le varie tipologie a disposizione. In questo modo, si potrà capire se la propria mascherina è idonea per essere disinfettata.

Esistono diversi tipi di mascherine. Le più comuni da trovare sono le cosiddette mascherine chirurgiche che hanno una capacità filtrante del 95% verso l’esterno. L’aspetto negativo di questo tipo di mascherina è che proteggono efficacemente chi ci circonda, ma non se stessi.

Infatti, le mascherine chirurgiche sono create per fare in modo che la saliva emessa quando si parla non possa raggiungere le persone e le superfici nelle vicinanze.

Esistono poi mascherine classificate come FFP1, FFP2 e FFP3 senza valvola. Queste sono le più indicate perché in grado di ridurre al minimo il rischio di essere contagiati e di contagiare.

Sono presenti anche le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 con valvola. Queste sono considerate le “egoiste” perché proteggono chi le indossa dal rischio di contagio, ma se indossate da un contagiato mettono a rischio di contagio gli altri. Quindi, sono da evitare.

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Mascherina monouso o riutilizzabile?

Quando si parla di mascherina monouso si intende una mascherina che ha una durata massima di utilizzo continuativo pari ad 8 ore. Superato questo arco di tempo, la mascherina andrà riposta negli appositi contenitori per smaltirla.

Esistono tipologie di mascherine che hanno la possibilità di essere riutilizzate, ma per ottenerle è necessario rivolgersi a strutture specializzate che possano fornire una certificazione sanitaria.

Per scoprire se la propria mascherina è monouso o riutilizzabile bisogna leggere la dicitura impressa su di essa. Quando si legge la lettera R, questa indica che il DPI è riutilizzabile, mentre con NR si indica “non riutilizzabile”.

La maggior parte delle mascherine non è riutilizzabile, né deve essere conservata dopo l’uso, essendo per l’appunto monouso.

Risulta particolarmente utile per prolungare la durata di una mascherina monouso indossarla e togliersela nel modo corretto. Vale a dire seguire al meglio le indicazioni fornite dal Ministero della Salute Italiano.

Come disinfettare efficacemente le mascherine.

disinfettare i dispositivi di protezione individuale

Per il fatto che da mesi vige l’obbligo dell’utilizzo della mascherina, e che la situazione non cambierà nel prossimo futuro, si è assistito ad una difficile reperibilità delle mascherine.

In questi tempi è complicato trovare mascherine che vadano a sostituire quelle utilizzate. Non potendo cambiarle ogni volta, si possono utilizzare alcune indicazioni per disinfettarle in periodo di scarsità.

Di seguito sono elencate delle linee guida fornite dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze:

  • Lavare sempre bene le mani come indicato dal Ministero della Salute;
  • Togliere la mascherina utilizzata prendendo solamente gli elastici e senza toccare la parte esterna con le proprie dita;
  • Rilavare bene le mani e indossare dei guanti monouso;
  • Riporre la mascherina su una superficie precedentemente disinfettata;
  • Spruzzare in maniera uniforme con alcool al 70% su tutta la superficie della mascherina e gli elastici. Bisogna prestare attenzione a non bagnare troppo la mascherina;
  • Fare lo stesso procedimento anche per l’altro lato;
  • Lasciare asciugare per minimo 30 minuti la mascherina in un posto disinfettato e isolato;
  • Se non la si utilizza immediatamente dopo essersi asciugata, riporla in una busta di plastica chiusa.

Per quanto riguarda le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3, oltre a eseguire i passaggi elencati si possono esporre i due lati della mascherina ad una temperatura superiore ai 60 gradi. Si può utilizzare, quindi, il vapore del ferro da stiro senza avvicinarlo troppo, oppure il phon.

In ogni caso, è necessario conservare la mascherina disinfettata all’interno di una busta di plastica sigillata, ed evitare di deporre la mascherina sopra superfici non igienizzate. Inoltre, è assolutamente vietato toccare l’interno della mascherina altrimenti si andrebbe ad avere il rischio di contaminazione.

Disinfezione mascherine: informazioni aggiuntive.

Bisogna tenere presente che queste linee guida non godono ancora della validazione medico/scientifica ed è suggerito di praticarle per un massimo di 3 volte. Inoltre, non può essere adottata da coloro che si trovano in ambienti altamente a rischio come ospedali, case di cura o casi di coabitazione con persone malate.

Inoltre, la mascherina deve sempre risultare integra per poter essere sanificata.

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Considerazioni finali sulla sanitizzazione delle mascherine.

Nel corso di questo articolo si è andati a descrivere alcune delle linee guida più valide per poter disinfettare le mascherine in assenza di DPI di ricambio. Si possono, quindi, trarne alcune considerazioni.

Innanzitutto bisogna ricordare che la sanificazione fatta a casa di una mascherina deve essere considerata come un’operazione provvisoria per prevenire i rischi di contagio.

Infatti, la difficile reperibilità di mascherine utilizzabili più volte, e di mascherine monouso per sostituire quelle esauste, sono i motivi che giustificano la disinfezione fai da te dei dispositivi di protezione individuale.

Questa scelta, quindi, deve essere fatta come ultima spiaggia e in assenza di altre alternative. Infatti, è necessario ricordare che per avere una sanificazione certificata bisogna rivolgersi a delle strutture competenti.

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