Mascherina con carta da forno: i rischi di questa leggenda metropolitana per la tua salute

MASCHERINA CON CARTA DA FORNO

Vorresti fabbricare una mascherina antivirus con la carta forno? Ecco perché è una pessima idea.

Si tratta di una vera e propria leggenda metropolitana o vi è del vero? La mascherina con carta forno non rappresenta (evidentemente!) un dispositivo di protezione individuale reale ed è assolutamente inefficace rispetto alle mascherine DPI.

Durante il periodo di quarantena tante persone hanno purtroppo fatto affidamento su informazioni di corridoio ben lontane dall’avere una valenza scientifica.

Nasce così il fenomeno della mitologica mascherina con carta forno, con tanto di tutorial, per sopperire (senza alcuna efficacia) alla carenza di mascherine chirurgiche e di qualsiasi altro valido DPI.

mascherina dpi vs mascherina con carta da forno

Andiamo ora a vedere come ha preso vita la leggenda della mascherina artigianale fatta con la carta da forno.

Mascherine con carta forno: dove è partito tutto?

Il grande mito della carta da forno partì durante la trasmissione Stasera Italia, in onda su Rete 4. Nella prima settimana di Marzo, infatti, tra gli ospiti in studio vi era un celebre oncologo, Francesco Garbagnati.

Fu proprio lui a suggerire il fatto che le mascherine potessero essere realizzate anche con carta da forno. L’argomento principale sarebbe l’idrorepellenza della carta da forno che, almeno in linea teorica, potrebbe risultare capace di bloccare i droplet veicoli del coronavirus.

I droplet sono tutte quelle micro-particelle emesse durante l’espirazione, gli starnuti o semplicemente il parlare. Il SARS-Cov-2 risulta essere particolarmente contagioso proprio in quanto si diffonde grazie a queste micro-particelle.

Tuttavia la carta da forno risulta essere veramente un materiale efficace per la produzione di mascherine DPI funzionanti?

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, ha messo in chiaro la situazione: le mascherine con carta da forno non sono assolutamente dispositivi di protezione individuale validi.

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I problemi delle mascherine con carta da forno

Se da un lato, infatti, la carta da forno è un prodotto economico che tutti possono reperire, dall’altro non è affatto pensato per la realizzazione di indumenti, specialmente quelli che hanno il compito di salvaguardare la salute.

Si tratta di un materiale rigido, che non può essere facilmente lavorato al fine di garantire una aderenza soddisfacente al volto (al contrario dei dispositivi di protezione individuale ufficiali).

Anche le mascherine chirurgiche lasciano ampi spazi per il passaggio dell’aria non filtrata ma la carta da forno, ancora peggio.

mascherine chirurgiche lasciano spazi per aria non filtrata

Non essendo composta da materiale fibroso, infatti, la quasi totalità dell’aria inspirata proverrebbe dall’esterno, entrando dagli ampi spazi che questo tipo di mascherina lascia scoperti.

Un’aderenza al volto pressoché insignificante permetterebbe percentuali di filtraggio dell’aria nulli. Un simile dispositivo di protezione, dunque, non risulta efficace nemmeno a proteggere dalla polvere, figurarsi dal Covid-19.

Carta da forno: le specifiche del materiale

La carta da forno è un materiale ampiamente diffuso in cucina in quanto permette di rinunciare al forno e alla margarina per la realizzazione di alimenti cotti al forno.

Si tratta di carta appositamente trattata con un sottile rivestimento di silicone oppure da pergamena ottenuta da bagno con agenti chimici come l’acido solforico. Questo trattamento le conferisce la caratteristica impermeabile.

Il suo principale vantaggio è quello di resistere alle alte temperature (fino a 250 °C, anche se solitamente si consiglia di non superare mai i 220 °C), in modo da impedire che gli alimenti vadano incontro ad una carbonizzazione al contatto con la teglia, rovinando sia quella sia il proprio sapore.

La carta da forno, dunque, rientra in tutti quei dispositivi ausiliari alla gastronomia ed è certificata da controlli che mirano esclusivamente ad appurarne la validità applicativa in quell’ambito.

Non vi sono studi che ne garantiscano l’efficacia come materiale protettivo.

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Mascherine con carta da forno: troppo rischiose per la salute

Come si diceva, dunque, le mascherine con carta da forno risultano essere troppo rischiose per la salute. La rigidità di questo materiale impedisce un’aderenza efficace al volto mentre l’impermeabilità costituisce uno svantaggio più che una garanzia.

Essendo impermeabile, infatti, la carta da forno impedisce all’aria espirata di essere filtrata: entro una mascherina DPI realizzata con questo materiale, dunque, si andrebbero ad accumulare umidità e aria non pulita, poco ricca di ossigeno.

Tutto ciò porta ad una difficoltà nella respirazione e alla necessità di attingere all’aria proveniente dall’esterno, che non verrebbe sufficientemente filtrata.

Molto meglio, piuttosto, ricorrere a mascherine fai-da-te in stoffa con filtri per mascherine reali, a patto che siano realizzate da artigiani esperti e con materiali idonei.

Caratteristiche di una mascherina ritenuta valida

Se anche non si volesse ricorrere a mascherine certificate, i cosiddetti DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), piuttosto che affidarsi a rimedi frutto di leggende metropolitane è altamente consigliato fare affidamento alle mascherine sanitarie o a quelle artigianali.

Una mascherina realizzata con carta da forno, infatti, contravviene ad alcune caratteristiche fondamentali che una buona mascherina deve possedere per essere efficace contro il Covid-19.

La lotta al contagio non si combatte sul piano dell’idrorepellenza dei materiali quanto piuttosto sulla capacità di trattenere i droplet e evitare la loro dispersione nell’ambiente.

Le caratteristiche di una buona mascherina, dunque, sono:

  • Isolamento di chi la indossa, garantito dall’aderenza al volto;
  • Capacità di filtraggio dell’aria in uscita e in entrata;

Nel caso della mascherina con carta da forno entrambe queste caratteristiche sono nulle.

Una mascherina lavabile in stoffa o in tnt, invece, proprio grazie all’adozione di elastici e alla scarsa rigidità del materiale, garantisce una buona aderenza al volto.

Le fibre delle stoffe impiegate per produrre mascherine, inoltre, sono più larghe, favorendo il libero passaggio dell’aria. La capacità filtrante delle mascherine in stoffa è garantita dai numerosi strati che la compongono (minimo tre) e dalle cariche elettrostatiche che spesso si creano tra le fibre stesse.

Queste cariche elettrostatiche impediscono il passaggio delle micro-particelle nell’aria.

Una mascherina con carta da forno non riesce a garantire nulla di questo e risulta essere pericolosa sia per sé che per il prossimo.

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