Mascherina Gucci: accessori o dispositivi di sicurezza?

MASCHERINA GUCCI

Tutto quello che c’è da sapere sulle mascherine firmate Gucci e sulla loro utilità contro i virus.

Hai mai sentito parlare della mascherina Gucci? Protetti e con stile, questo è il concetto che trasmette la fashion house nella vendita di questa mascherina lavabile.

Il mondo dello star system è in grado di trasformare in moda anche l’accessorio che in questo momento serve a tutto tranne che renderci alla moda: il dispositivo di protezione individuale.

A causa della pandemia di coronavirus che ha investito tutto il mondo e continua a diffondersi rapidamente, l’utilizzo dei DPI per proteggersi ed evitare il contagio è diventato obbligatorio nella maggior parte dei paesi, Italia compresa.

Andiamo a vedere com’è andata.

Pandemia da coronavirus: la corsa alle mascherine chirurgiche e le case di moda che inventano le mascherine griffate.

mascherine moda gucci

Nei primi tempi in cui il governo ha imposto l’obbligo di indossare i DPI nei luoghi chiusi e perfino all’aperto è esploso il caos.

La corsa all’accaparramento di mascherine chirurgiche e ffp2 ha fatto sì che i dispositivi terminassero in pochissimi giorni e in alcuni casi era impossibile riuscire a trovarli nei negozi specializzati e nelle farmacie.

Milioni di persone, allora, si sono dovute adeguare e trovare una soluzione alternativa.

La penuria di mascherine ha dato il via alla produzione artigianale di mascherine lavabili in stoffa, sia da parte di sartorie professionali e non e anche da parte di alcune delle più note case della moda.

La scelta di riconvertire temporaneamente la produzione per supportare il comparto sanitario in difficoltà ha avuto successo e ha dato il via al fenomeno delle mascherine alla moda.

Ecco allora che, nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria, qualcuno è riuscito a farne anche un business.

Non più mascherine di protezione ma veri e propri accessori moda, dalle forme, colori e tessuti più disparati.

Mascherine Gucci, Fendi, Louis Vuitton, Chanel, Armani sono solo alcuni dei dispositivi che hanno sfoggiato prevalentemente le star internazionali, probabilmente le uniche a poterselo permettere considerato il prezzo di vendita.

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Mascherine griffate: Funzionano? Quanto costano e dove acquistarle.

mascherine facciali riutilizzabili griffate

Nel caso delle mascherine Gucci, fece parecchio discutere quella indossata dalla cantante Billie Eilish ai Grammy Awards a fine gennaio, in tempi non sospetti quindi.

Si trattava di una mascherina in tulle nero impreziosita dalle iconiche G in strass verdi, totalmente inutile se indossata in piena pandemia.

Quel pezzo di design, prodotto in realtà esclusivamente per la star e abbinato al suo completo indossato durante la serata, è diventato il precursore del fenomeno.

La maggior parte delle mascherine griffate, infatti, sono realizzate con tessuti inadatti allo scopo primario, cioè quello di trattenere il droplet in entrata e in uscita e, quindi, evitare la diffusione di particelle contaminanti.

Tulle prezioso, raso o seta leggeri e impalpabili sono senza dubbio eleganti e alla moda, ma ritenere queste mascherine un valido dispositivo di protezione individuale è rischioso per sé e per gli altri.

I tessuti solitamente impiegati nel campo della moda, infatti, non sono filtranti, idrorepellenti e impermeabili. Inoltre, la tessitura di questi materiali consente il passaggio di aerosol di diverse dimensioni, pertanto le particelle volatili di virus non vengono in alcun modo isolate.

Possiamo quindi affermare che le mascherine Gucci e simili sono dei semplici accessori moda che non dovrebbero in alcun modo essere utilizzati quando si entra in contatto con altre persone.

Per fortuna, parlando di costi, ci rendiamo conto che questi accessori non sono accessibili a tutti perchè il prezzo è veramente alto, considerato che non proteggono neppure.

Eppure quando la mascherina di Fendi fu messa in vendita su un noto sito di abbigliamento griffato a 190 euro al pezzo, andò in sold out nel giro di pochi giorni.

Quella di Martine Serre, invece, presentata durante la Fashion Week di Parigi, si aggira addirittura attorno ai 290 euro.

Curiosità più che necessità, quindi. La voglia di mettersi in mostra e di fare sfoggio di un accessorio ricercatissimo ha dato origine al traffico di mascherine griffate contraffatte, vendute a prezzi esorbitanti ma che alla fine si sono rivelate delle copie di qualità scadente.

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Come proteggersi dal contagio: mascherine e DPI validi

Quando vi è in gioco la salute è meglio lasciar perdere le mode e adottare le giuste precauzioni per evitare di esporsi al rischio di contagio in maniera incosciente.

Sul sito del Ministero della Salute e, prima ancora, su quello dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità sono riportati in maniera chiara quali sono i dispositivi di protezione individuale (DPI) utili allo scopo e quali mascherine risultano realmente efficaci a non diffondere o contrarre il virus.

Mascherine chirurgiche e con filtri ffp1, ffp2 e ffp3 sono le uniche che rispondono alla normativa UNI, certificate e adatte allo scopo.

Quelle chirurgiche sono indicate per la maggior parte della popolazione e risultano efficaci se indossate quotidianamente e correttamente. Hanno un costo accessibile a tutti, 50 centesimi al pezzo, e il materiale che le compone è un tessuto non tessuto ipoallergenico, filtrante e idrorepellente.

Hanno la capacità di trattenere il 90% del droplet impedendo che chi la indossa possa diffondere il virus. Al contrario però non sono così efficaci, quindi per evitare di esporsi al rischio di contagio è opportuno osservare la distanza di sicurezza.

Le maschere con filtro FFP1, 2 e 3, invece, sono quelle che meglio si addicono allo scopo perchè hanno una capacità filtrante maggiore da entrambe le parti.

In particolare la FFP1 può trattenere fino al 78% delle particelle potenzialmente contaminanti, la FFP2 il 92% e la FFP3 il 98%.

All’aumentare degli strati di filtro, e quindi del potere filtrante, la respirazione diventa più difficile. Per questo motivo alcuni modelli hanno implementato una valvola di espirazione che permette di respirare più agevolmente.

La presenza della valvola, però, vanifica la capacità filtrante verso l’esterno. Quindi se la mascherina è indossata da un soggetto affetto dal virus, l’aerosol con agenti contaminanti verrà diffuso all’esterno durante l’espirazione.

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