Mascherine antipolvere, normativa e differenze con le altre tipologie di mascherine.

Mascherine antipolvere normativa a confronto

Mascherine antipolvere: la normativa dice tutto sulle caratteristiche e le differenze con gli altri prodotti. Qui andiamo a conoscerle.

Per via dell’emergenza sanitaria causata dalla propagazione del coronavirus si sente tanto parlare di mascherine usa e getta e riutilizzabili.

A tal proposito però, tante persone sembrano confondere le mascherine antipolvere con quelle ad uso medico.

Ci sono mascherine chirurgiche, mascherine DPI, mascherine rigide…

Quali sono le differenze?

Alcune tipologie di mascherine hanno una duplice funzione?

In questo articolo vogliamo parlare di mascherine antipolvere e normativa di riferimento, ma anche delle differenze con le altre tipologie di mascherine filtranti.

Ecco tutti chiarimenti sulla questione.

Mascherine antipolvere e normativa.

Mascherine antipolvere e normative di riferimento: scopri quali sono e a che cosa servono.

Le mascherine filtranti per naso e bocca vengono utilizzate da sempre sia in ambito medico che in altri settori lavorativi, per proteggere l’organismo dall’inalazione di micro-polveri, sostanze dannose e agenti patogeni.

Ma quali sono le cosiddette mascherine antipolvere?

Ne esiste più di una tipologia, che viene divisa in categorie o classi di protezione.

Le principali sono:

  • La classe P.
    Una categoria di maschere protettive – di solito rigide e riutilizzabili – vendute sia in versione integrale che nei modelli a semi-maschera, in grado di proteggere chi le indossa da polveri e gas.
  • La classe FFP.
    Una categoria di mascherine che racchiude i facciali filtranti che oggi conosciamo tutti – le mascherine FFP1, FFP2, FFP3 e KN95utilizzati (quasi tutti) anche in ambito medico e per la prevenzione dei contagi da coronavirus.

Per quanto riguarda le mascherine antipolvere la normativa relativa alla classe FFP è la UNI EN 149:2009, mentre in riferimento alla classe P c’è la norma EN 140.

Alla seconda classe di mascherine antipolvere (le P1, P2 e P3) vengono poi aggiunti i filtri antipolvere, antigas o combinati, che rispondono alle relative norme EN 143 e EN 14387.

I requisiti previsti da queste norme rendono le mascherine della classe P inadeguate all’utilizzo sanitario, mentre le mascherine FFP possono essere utilizzate anche in ambito medico.

Per quanto riguarda le mascherine chirurgiche invece, possiamo dire che possono essere totalmente escluse della categoria delle mascherine antipolvere, ma si tratta di protezioni destinate all’uso medico (secondo quanto prevede la normativa EN 14683:2019+AC:2019).

Leggi anche: Normativa sulle mascherine: facciamo chiarezza.

Mascherine antipolvere: la normativa delle FFP le rende idonee all’uso sanitario.

Chiarito quali siano le mascherine antipolvere tra la moltitudine di mascherine filtranti, vogliamo approfondire il discorso delle mascherine della classe FFP, dette anche facciali filtranti o mascherine DPI.

Secondo le caratteristiche previste dalla normativa UNI EN 149:2009 (perfetta aderenza, alto potere di filtrazione e struttura adeguata) le mascherine della Classe FFP (FFP1 esclusa) hanno una duplice funzione.

Questo significa che sono idonee sia all’utilizzo nei contesti medici (e sono utili per prevenire i contagi del coronavirus), sia nei contesti lavorativi industriali o artigianali in cui si producono micro-polveri potenzialmente dannose.

Ci teniamo però a precisare che le mascherine DPI per essere utilizzate in ambito sanitario e proteggere sia chi le indossa che chi gli sta attorno, dovrebbero essere utilizzate nella versione priva di valvola.

Nei contesti lavorativi industriali invece, se non c’è il rischio di contagi, si possono utilizzare i modelli dotati di valvola.

Ma scopriamo le caratteristiche delle mascherine DPI:

  • FFP1.
    Le mascherine FFP1 hanno un potere di filtrazione in entrata e in uscita pari al 72%. Sono adatte ai contesti lavorativi in cui c’è bisogno di proteggersi da polveri fini non tossiche, ma non sono idonee all’uso in ambiente medico e per la prevenzione dei contagi da coronavirus.
  • FFP2.
    Le mascherine FFP2 (e KN95) hanno un potere di filtrazione in entrata e in uscita pari al 95%. Sono in grado di filtrare micro-polveri tossiche, muffe, ma anche virus e batteri. Per questo motivo le mascherine di questa categoria sono adatte sia ai contesti medici e sono utili per la prevenzione dei contagi da Covid-19, ma sono molto utilizzate anche in tanti altri ambiti lavorativi.
  • FFP3.
    Le mascherine FFP3 hanno un potere di filtrazione in entrata e in uscita pari al 98%. Filtrano micro-polveri tossiche, muffe e agenti patogeni anche molto piccoli. Si tratta dei DPI più performanti, che per questo vengono utilizzati per lo più negli ospedali (nei repartiCovid-19) o nei settori lavorativi in cui c’è un’alta presenza di micro-polveri dannose.

Nel caso delle mascherine DPI dotate di valvola, il potere filtrante dall’interno verso l’esterno scende al 20%.

Mascherine antipolvere, normativa specifica e differenze.

Dunque in che cosa si differenziano le mascherine antipolvere da quelle ad uso medico?

Dopo questo approfondimento possiamo dire che le mascherine antipolvere sono quelle appartenenti alle classi FFP e P, mentre in base a ciò che prevedono le norme tecniche di realizzazione e in base ai test di laboratorio, le altre mascherine usa e getta (come le chirurgiche o le mascherine 2 veli) non fanno parte di questa categoria.

Il motivo è che queste categorie di mascherine, come dice la parola stessa, sono in grado di bloccare il passaggio delle polveri più piccole e pericolose, mentre le altre categorie no.

Le maschere filtranti della categoria P inoltre sono rigide e abbastanza ingombranti, quindi non sono l’ideale per essere utilizzate durante la vita quotidiana.

Le mascherine chirurgiche invece sono realizzate con tre strati di TNT, ma non hanno né l’adeguata aderenza né la composizione giusta per poter svolgere un’azione simile a quella delle mascherine antipolvere.

Dunque la differenza sta nella struttura, nella composizione e nell’aderenza al viso.

Le uniche mascherine antipolvere che grazie alle caratteristiche previste dalla normativa sono utili anche in ambito sanitario sono le mascherine antipolvere FFP2, KN95 e FFP3.

Leggi anche: Che cosa usare al posto della mascherina in caso di esposizione ai virus?

Per concludere.

Se avevi dubbi riguardo all’acquisto delle mascherine più adatte alla prevenzione dei contagi o alla filtrazione delle micro-polveri siamo certi che ora avrai le idee molto più chiare.

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