Mascherine antismog & coronavirus: 5 ragioni per lasciarle negli scaffali

MASCHERINE ANTISMOG & CORONAVIRUS

Ecco perché le mascherine antismog sono del tutto inutili per contenere il contagio da coronavirus.

Non tutti i pericoli che si aggirano per l’aria sono ugualmente nocivi e costituiscono un pericolo simile per la salute delle persone. Per lo stesso motivo, non tutti i dispositivi di protezione sono efficaci a garantire livelli simili di sicurezza e di filtraggio dell’aria.

Durante la fase di lockdown se ne sono viste di cotte e di crude ed era particolarmente difficile trovare il tempo e lo spazio per diffondere un’informazione adeguata e professionale. Quando l’emergenza è all’apice bisogna agire di priorità.

Questo è stato l’approccio seguito in Italia e proprio grazie all’impegno collettivo di tutta la popolazione si è riuscito a superare il peggio in poco tempo. Adesso, tuttavia, bisogna pensare a come affrontare al meglio questa situazione ed evitare un lockdown 2.0.

Per questo motivo è necessario fare chiarezza circa le mascherine antismog, dispositivi fortemente inadatti ad affrontare un contagio da Covid-19 per motivi estremamente precisi.

mascherine antismog dispositivi inadatti al coronavirus

Mascherine antismog: cosa sono e perché sono inadatte contro il coronavirus

Le mascherine antismog non indicano una singola classe di dispositivi. L’essere antismog, infatti, non è una classificazione ufficiale ma una funzione per cui molte di queste vengono pubblicizzate, causando non poca confusione tra gli utenti.

In generale può essere definita una mascherina antismog qualsiasi dispositivo capace di garantire una capacità di filtraggio dell’aria. Non importa di quale percentuale sia o in quali condizioni possa risultare inadatta.

Ponendosi come dispositivo da impiegare in un contesto urbano, la sua unica preoccupazione è quella di fornire protezione dalle polveri sottili emesse con i gas di scarico delle vetture.

Cercando di fare chiarezza, di seguito ti riportiamo 5 motivi per cui le mascherine antismog non sono adatte e in che modo rendersi conto se si tratta di un dispositivo adatto o meno.

Un altro dispositivo inadeguato al contenimento del contagio da coronavirus sono le mascherina antipolvere, come spieghiamo nel nostro articolo “Mascherine antipolvere & coronavirus: ecco perché potrebbero peggiorare (anziché migliorare) la tua situazione“.

1) Mascherina antismog: si, ma quale?

Mascherina antismog non è una categoria ufficiale e riconosciuta di dispositivi di protezione delle vie aeree. Può essere definita una valida mascherina antismog sia un dispositivo di classe FFp1 sia uno di classe FFp3, ad esempio. Di questi due solo il secondo costituisce un’efficace protezione dal Covid-19.

Detto altrimenti, se si cerca una mascherina protettiva meglio affidarsi esclusivamente alle nomenclature ufficiali di classificazione.

2) I filtri a carboni attivi non sono utili nel filtraggio del droplet.

mascherina antismog funziona

Si tratta di una delle più grandi bufale diffusesi durante il lockdown: i filtri a carboni attivi aiutano a proteggersi dal virus.

Si tratta di una informazione assolutamente falsa: i filtri a carbone attivo sono capaci di trattenere particelle, odori e polveri, ma non risultano essere efficaci contro i droplet attraverso i quali si diffonde il SARS-Covid-19 o contro il virus stesso.

In generale si tratta di dispositivi che si affidano a principi di filtraggio diversi. Quelli a carboni attivi non hanno alcuna capacità dimostrata contro agenti virali.

Vorresti realizzare una mascherina che contenga realmente l’effetto droplet? Leggi il nostro articolo su come fare mascherine antivirus a casa tua: “Come fare mascherine (realmente) antivirus: ecco ciò che i tutorial non dicono“.

3) Le mascherine antismog sono pensate per lo sport.

La maggior parte dei modelli di mascherine antismog presente in commercio è pensata per essere indossata durante l’attività fisica.

Per questo motivo la maggior parte dei modelli equipaggiano delle valvole per facilitare la respirazione e il ricambio d’aria anche durante le fasi di attività intensa.

Il problema fondamentale delle mascherine munite di valvole è che queste garantiscono comunque un filtraggio dell’aria dall’esterno verso l’interno ma non viceversa.

Un individuo asintomatico che indossasse una mascherina antismog sarebbe estremamente pericoloso per tutti coloro che lo circondano.

4) Il costo delle mascherine antismog è superiore a quello di dispositivi con il medesimo livello di protezione.

Le mascherine antismog presentano costi ben sopra la media dei dispositivi che offrono un livello di protezione equivalente.

Come si è detto, si tratta di mascherine che hanno un uso ben specifico: proteggere le vie respiratorie in ambienti urbani anche e soprattutto nel caso in cui si sta facendo attività motoria, che porta ad un maggior sforzo dell’apparato respiratorio.

In quanto tale, la mascherina antismog deve filtrare le polveri sottili che, altrimenti, verrebbero aspirate in gran quantità. Deve inoltre non ostacolare la respirazione, andando a diminuire il flusso di aria in entrata e in uscita.

Un uso molto specifico e destinato ad un gruppo ristretto di fruitori che ha permesso all’industria che le produce di far lievitare i prezzi nel tempo.

Al giorno d’oggi sono inadeguate sotto ogni aspetto a fronteggiare una emergenza pandemica.

5) La dicitura “antismog” è generica e non garantisce l’efficacia del prodotto contro il virus.

Ultimo motivo per cui è meglio lasciare sugli scaffali qualsiasi dispositivo che venga indicato come mascherina antismog è quello della confusione enorme che i rivenditori stessi fanno tra prodotti efficaci e prodotti inefficaci contro il Covid-19.

Durante il lockdown si è diffusa la cattiva convinzione che bastasse coprire le vie respiratorie per essere al sicuro. Si tratta di una mezza verità: coprire le vie respiratorie tramite un dispositivo certificato permette di garantire la sicurezza di tutti coloro che stanno intorno.

Una mascherina antismog, per via delle valvole che facilitano la respirazione, non è affatto sicura per chi sta intorno. Ma è sicura per l’indossatore?

Ebbene, stando a numerose descrizioni dei prodotti in vendita che si possono trovare su internet, si!

Tuttavia, questa è una menzogna. La maggior parte delle mascherine antismog non sono affatto costruite per rispecchiare i criteri di sicurezza equivalenti ad una classe FFp2 o FFp3. Come il nome stesso indica, sono efficaci contro lo smog e le polveri.

Le descrizioni dei prodotti, tuttavia, spesso indicano tra parentesi “(e virus)”. Si tratta di una menzogna. In questi casi è cosa saggia lasciare il prodotto sullo scaffale e rivolgersi altrove.

Le vere mascherine antivirus sono le mascherine FFp2 e FFp3.

Le sole vere mascherine antivirus acquistabili all’interno dell’Unione Europea sono quelle indicate come FFp2 o FFp3.

Si tratta di criteri di protezione che rispettano il regolamento UE 2016/425. Questo stabilisce che le sole mascherine valide come DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) sono quelle che rispettano la norma EN 149 con valida marcatura CE seguita dal numero dell’Organismo di Controllo che ne autorizza la commercializzazione.

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