5 motivi per non credere alla storia delle mascherine antivirus fai da te

mascherine coronavirus fai da te

Ecco le Fake news più famose sulle mascherine contro il coronavirus.

Cattiva informazione e fake news l’hanno fatta da padroni durante il periodo più critico del lockdown.

Numerose persone che non hanno avuto a disposizione mascherine chirurgiche certificate o che non sono a conoscenza delle caratteristiche proprie delle fake news, infatti, sono cadute vittima di informazioni sbagliate e si sono affidati a metodi inappropriati per proteggere se stessi e gli altri durante il periodo di quarantena.

Adesso che le acque si sono calmate è necessario fare chiarezza una volta per tutte, in modo da continuare in maniera efficiente la lotta al Covid-19 e impedire che i contagi possano salire nuovamente ai livelli di Marzo.

Di seguito, dunque, si trovano elencati (e sfatati) i 5 miti sulle mascherine antivirus fai da te.

Fake news 1: coprire bocca e naso è sufficiente.

fake news sulle mascherine per coronavirus

Si tratta di una bufala vera e propria. Per proteggersi dal Covid-19 non è affatto sufficiente coprirsi naso e bocca con qualsiasi materiale si abbia a disposizione.

Bisogna, infatti, tener conto che il virus è veicolato dai droplet, ovvero da goccioline di saliva che sono emesse normalmente parlando, espirando e tossendo. Queste goccioline possono raggiungere una distanza a volte anche superiore ad 1 metro, per cui se non si indossa uno strumento di protezione la distanza di sicurezza serve a poco.

La distanza di sicurezza serve se si indossa una protezione certificata in modo da abbattere totalmente il rischio. Anche i materiali filtranti, infatti, potrebbero permettere ad alcuni droplet di passare.

Gli studi hanno evidenziato che i droplet che potrebbero passare attraverso le fibre di un tessuto protettivo certificato come idoneo, infatti, non hanno sufficiente energia a coprire una distanza superiore ad 1 metro.

Per approfondire il concetto di mascherina da coronavirus puoi leggere il nostro articolo “Mascherina contro il coronavirus: le caratteristiche da conoscere per una sicurezza certa

Fake news 2: se l’aria passa allora la mascherina non è valida.

Si è trattato di un esperimento amatoriale senza alcuna validità scientifica. Il soffiare attraverso una mascherina non è affatto un sintomo di inefficacia del dispositivo. La capacità di traspirazione è fondamentale a garantire la sicurezza dell’indossatore.

Guai, infatti, ad indossare una mascherina che non permette all’aria di essere filtrata e passare: si causerebbero problemi respiratori anche molto gravi!

Ciò che rende valida una mascherina è la sua capacità di filtrare (o assorbire) i droplet che posseggono maggiore energia cinetica. Questi hanno in media un diametro di 100/150µm: una mascherina FFP è costruita appositamente per filtrare corpuscoli di diametro fino a 0,6µm. Da qui la loro validità!

Le mascherine chirurgiche, dal canto loro, possono filtrare i droplet in uscita. Chi le indossa, dunque, non mette a rischio le persone che lo circondano.

Se proprio si deve ricorrere ad una mascherina fai-da-te, bisogna accertarsi della loro capacità di filtrare i droplet sia in uscita che in entrata.

Per essere riconosciuto come valido un dispositivo deve quantomeno filtrare quelli in uscita.

Fake news 3: più è pesante un tessuto e meglio filtra.

Si tratta ancora una volta di una bufala. La capacità di filtraggio di un tessuto è dovuta al materiale di cui è composto e alla disposizione delle fibre piuttosto che al suo spessore o al suo peso.

Per fare un esempio pratico, specialmente negli Stati Uniti si è diffusa la convinzione che i panni assorbenti per pulire varie superfici potessero essere strumenti efficaci per proteggersi dal Covid-19.

Ebbene, nonostante il loro spessore e la capacità di assorbire liquidi, questi hanno dimostrato di saper trattenere appena il 7% dei droplet. Una performance decisamente negativa che li rende totalmente inadeguati a fungere da mascherine di fortuna.

In generale vige la regola secondo cui le fibre vegetali filtrano meglio di quelle sintetiche: prima di affidarsi ad un tessuto controllarne sempre la composizione e i risultati dei numerosi test scientifici, autorizzati e riconosciuti dall’Istituto Superiore di Sanità.

Fake news 4: più è grande e più protegge.

tessuto filtrante per mascherine coronavirus

Si è soliti pensare che più superficie venga coperta e maggiore protezione si può avere. Si tratta di una convinzione totalmente errata.

Le mascherine devono assolvere il duplice scopo di non intralciare la respirazione e proteggere il più possibile. Coprirsi integralmente il volto con una mascherina fai-da-te potrebbe portare più a problemi che benefici.

Intralciando la respirazione, infatti, non solo rende difficile il ricambio dell’aria, ma può portare a disturbi legati a carenza di ossigeno.

Le dimensioni riconosciute dall’Istituto Superiore di Sanità sono:

  • Larghezza di 25 centimetri
  • Altezza di 15 centimetri
  • Elastico di 15 centimetri circa per il fissaggio alla nuca, all’altezza delle orecchie

Fake news 5: il lavaggio non è sempre necessario.

La mascherina fai-da-te deve essere sottoposta a lavaggio dopo ogni uso.

Bisogna, dunque, stare attenti ai materiali che si impiegano per costruirle: questi devono supportare e poter sostenere lavaggi ad alte temperature, in modo da abbattere i potenziali agenti nocivi che riescono a intrappolare e non trasformarle in una trappola ambulante.

Il Covid-19, infatti, predilige le basse temperature e tende a resistere maggiormente sulle superfici sporche. Grasso, sporcizia e umidità, infatti, fungono da protettrici del Covid-19, mantenendolo in vita più a lungo.

Se il ciclo vitale su superfici come metalli, vetro e plastiche è di circa 9 giorni, studi in laboratorio hanno evidenziato come, a contatto con sporcizia e le giuste temperature, questo possa resistere anche per un mese.

Per questo motivo la mascherina fai-da-te deve essere lavata dopo ogni uso, preferibilmente ad alte temperature (90°C) impiegando dei disinfettanti (da quelli farmaceutici fino al normale alcol etilico).

Bisogna prestare anche attenzione a evitare che sul tessuto della mascherina possano permanere tracce di queste sostanze, spesso dannose per l’organismo se inspirate.

Per questo motivo può aiutare sottoporre la mascherina a più lavaggi prima di riutilizzarla.

Considerazioni finali sulle mascherine fai da te.

In conclusione, le mascherine fai-da-te si rivelano dispositivi protettivi discreti solo se vengono osservate le precauzioni previste da studi scientifici accreditati e ritenuti validi dalle autorità.

Dare credito a “esperimenti” fatti in casa senza alcun valore scientifico potrebbe risultare più dannoso che altro.

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