Mascherine FFp2 & FFp3: ecco le differenze (spiegate semplice)

MASCHERINE FFP2 FFP3

Ecco quali sono le caratteristiche delle mascherine FFp2 ed FFp3 e le differenze tra le due tipologie.

Si è sentito parlare abbondantemente dei vari gradi di protezione delle mascherine durante la fase di lockdown. La quantità di informazioni che si sono succedute nell’arco di poche settimane ha creato non poca confusione tra le persone, specialmente per quanto riguarda i livelli di protezione offerti dalle varie mascherine.

Sebbene non vi sia alcun dubbio che la serie delle FFp (Filtering Face Protection) siano i dispositivi maggiormente sicuri per chi li indossa, non è ancora chiara la differenza tra i vari livelli protettivi (1, 2 e 3).

Adesso che l’ansia e il terrore del lockdown sembra essere scemato e, con il caldo estivo, è tornata anche la speranza di riuscire a superare questa crisi senza ulteriori morti, è arrivato il momento di mettere le cose in chiaro.

Il compito che attende l’Italia, infatti, nei mesi futuri non è meno oneroso rispetto a quello che ha già dovuto compiere: sacrifici e impegno collettivo hanno portato a ottenere un risultato straordinario. Adesso è arrivato il momento di proteggere questo risultato e ripartire.

Comprendere la differenza tra le mascherine FFp2 e FFp3 aiuterà a scegliere definitivamente il modello maggiormente indicato a superare anche lo stadio terminale della pandemia e rendere l’Italia ancora una volta un paese sicuro.

FFp: come sono classificati i modelli

modelli mascherina ffp2 ffp3

Per comprendere la differenza tra la FFp2 e la FFp3 è necessario innanzitutto approfondire in base a quale criterio i vari modelli vengono classificati.

Partiamo dalle basi: FFp indica di fatto una classificazione della capacità filtrante di un dispositivo per la protezione delle vie respiratorie. Prima della pandemia da SARS-Covid-19, infatti, questi dispositivi erano impiegati per mettere in sicurezza operai e dipendenti che lavoravano a stretto contatto con sostanze potenzialmente dannose (fumi, agenti chimici o batterici).

I modelli FFp si basano su diversi strati di tnt (tessuto-non-tessuto) che presentano tecniche di lavorazione diverse. Il risultato è quello di ottenere un filtraggio di sostanze fino a 0,6µm e fare in modo che tra le fibre della mascherina si creino cariche elettrostatiche che impediscono a particelle di dimensioni minori di passare.

Ecco perché si ottengono livelli di protezione soddisfacenti anche contro micro-particelle come l’amianto (con diametro anche minore di 0,7 µm) e agenti virali come il Covid-19 (diametro compreso tra 0,08 µm e 0,16 µm).

I due criteri sulla cui base sono classificate le tre tipologie di mascherine FFp sono:

  • Efficacia filtrante: calcolata sulla base del limite di penetrazione del filtro con un flusso d’aria di 95 litri per minuto
  • TIL (Total Inward Leakage): la perdita totale verso l’interno, ovvero la percentuale di aria in ingresso nell’area di respirazione che non viene filtrata e che, di conseguenza, potrebbe trasportare sostanze dannose

Per approfondire il tema delle mascherine con filtro, puoi leggere il nostro articolo “Mascherine con filtro & coronavirus: sono davvero le migliori?“.

FFp2 e FFp3: le sole efficaci contro il Covid-19

In base a questi criteri di valutazione dei modelli FFp, all’inizio del lockdown si mise immediatamente in evidenza il fatto che le FFp1, il modello più diffuso nei contesti industriali, di fatto risultava inadatto a garantire una protezione sufficiente dal Covid-19.

Le sole in grado di garantire livelli di protezione accettabili erano, infatti, le FFp2 e FFp3. Questo perché la FFp1 presentano una capacità filtrante dell’80% e una perdita interna del 22%, percentuali, queste, totalmente inadatte a fronteggiare un’emergenza virale.

Mascherine FFp2

Mascherine FFp2 antivirus

Le mascherine FFp2 sono state valutate da numerosi esperti come le più indicate per tutti coloro che non prestano servizio nelle forze dell’ordine o nelle professioni sanitarie.

Durante il lockdown sono state comunque destinate alle forze dell’ordine, alla guardia medica e ai medici di famiglia per via della carenza di mascherine FFp.

Questa classe di mascherine garantisce un’efficace protezione in caso di concentrazione di elementi tossici fino a 12 volte il valore limite. Questo perché garantiscono un potere filtrante del 94% e una perdita verso l’interno minore dell’8%.

Queste percentuali permettono la perfetta combinazione di protezione e facilità nella respirazione, motivo per cui la mascherina FFp2 è quella maggiormente consigliata al pubblico. Può essere indossata anche per periodi lunghi ed è in commercio sia nella versione monouso (MU) sia nella versione riutilizzabile (R).

Le mascherine FFp2 e FFp3 sono dispositivi molto diversi dalle mascherine monouso, come puoi leggere nel nostro articolo “I rischi che corri riutilizzando le mascherine monouso

Mascherine FFp3

Mascherine FFp2 antivirus

Le mascherine FFp3, invece, sono state destinate esclusivamente, durante il lockdown, agli operatori sanitari che si sono trovati a stretto contatto con pazienti contagiati dal Covid-19.

Sono considerati dispositivi capaci di offrire valida protezione anche in caso di concentrazione degli elementi tossici 50 volte il valore limite.

Le mascherine FFp3 garantiscono un potere filtrante del 99% e una perdita verso l’interno minore al 2%.

Queste percentuali, tuttavia, le rendono particolarmente scomode da indossare per periodi prolungati. Una perdita verso l’interno del 2%, infatti, rende particolarmente difficile la respirazione e favorisce l’accumulo di umidità all’interno.

Per questo motivo i modelli impiegati negli ambienti ospedalieri sono stati equipaggiati con una valvola che favorisse la respirazione. Questi ultimi sono stati preclusi alla popolazione in quanto vanno ad agevolare la diffusione del contagio piuttosto che ostacolarla. Ma in che modo?

Il tutto a causa della valvola: questa favorisce la respirazione e non ostacola la capacità filtrante, ma non va a controllare minimamente l’aria in uscita: una persona infetta con indosso una mascherina FFp3 con valvola diffonderebbe facilmente il virus nell’aria.

Impiegare la mascherina FFp3 senza valvola è impossibile per lunghi periodi di tempo, specialmente in condizioni atmosferiche afose o in ambienti chiusi. Le condizioni respiratorie, infatti, sono pessime e indossare questo modello per periodi prolungati può portare a problemi in tal senso.

Le differenze tra FFp2 e FFp3

Le principali differenze tra FFp2 e FFp3, laddove l’intento è quello di proteggersi dal Covid-19, sono dunque palesi.

Le prime possono essere indossate tranquillamente senza valvola e offrono livelli di protezione adeguati a fronteggiare la pandemia. Laddove la produzione si dovesse rendere capace di coprire il fabbisogno nazionale, questi modelli risultano essere i più indicati.

Le seconde, invece, sebbene offrano livelli di protezione superiori, rendono talmente difficile la respirazione da richiedere l’inserzione di una valvola per poter essere indossate per ore di fila. Questo le rende adatte a quelle categorie professionali maggiormente esposte e attentamente monitorate.

Nella misura in cui forze dell’ordine e professioni sanitarie sono più strettamente monitorate dal punto di vista di un potenziale contagio di Covid-19, è ragionevole assumere che l’adozione di mascherine FFp3 con valvola sia la soluzione migliore per proteggere sé stessi e i pazienti.

Non si può dire lo stesso, purtroppo, per il resto della popolazione.

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