Mascherine FFP3 & coronavirus: ecco perché potrebbero non fare al caso tuo

mascherine ffp3 e coronavirus

È meglio scegliere le mascherine FFP3 o chirurgiche?

Il coronavirus ha messo in evidenza il fatto che non tutte le mascherine sono adatte a garantire la sicurezza e la protezione delle persone. Anche quelle che possono vantare le migliori statistiche a livello di proprietà tecniche, infatti, potrebbero risultare non adatte ad affrontare le esigenze del grande pubblico.

Scegliere la mascherina giusta non è stata una scelta facile durante il lockdown per via della mancanza dei modelli più indicati.

Adesso che la situazione italiana sembra essersi stabilizzata, questa difficoltà permane, ma per motivi diversi. In primis, infatti, i modelli FFP con e senza valvola presentano alcune controindicazioni che le rendono inadatte all’uso del grande pubblico.

Mascherine FFP 1, 2 e 3: cosa sono e come funzionano?

Mascherine FFP come funzionano

Partiamo dalle basi: le mascherine FFP sono dette così in quanto vanno a fornire protezione ottimale alle vie respiratorie: Filtering Face Piece per l’appunto.

Questa protezione viene garantita da test appositi e dall’impiego di materiali certificati che di fatto impediscono l’ingresso di agenti patogeni, sostanze tossiche e anche cancerogene.

Le maglie impiegate per filtrare l’aria, infatti, non lasciano passare corpuscoli con diametro superiore ai 0,6µm. Sebbene il Covid-19 presenti diametro inferiore, il contagio avviene tramite i droplet, ovvero micro-goccioline di saliva e sudore che si trasmettono attraverso l’aria.

La normale espirazione comporta la diffusione di droplet e il parlare o lo starnutire possono portare queste particelle a viaggiare anche per un metro e più nell’aria.

L’efficacia delle FFP sta nel fatto che il diametro dei droplet è superiore ai 100 µm. Questi, dunque, vengono completamente filtrati e la persona che indossa una mascherina FFP3, ad esempio, ha garantita una protezione del 99%.

Ma il problema dove si annida?

Mascherine FFP3: protezione, ma per chi?

Il problema delle mascherine FFP3 sta nel fatto che esse vanno a proteggere chi le indossa ma non viceversa. È in quest’ottica che va letto quanto scritto nel Vademecum utilizzo mascherine della Regione Piemonte:

«Dalla valvola di queste due tipologie di mascherine fuoriescono le esalazioni, il che equivale a diffondere il possibile contagio».

Le mascherine FFP3, che garantiscono i più alti livelli di protezione, infatti, vanno a filtrare l’aria inspirata ma non quella espirata. Sia che presentino una valvola per facilitare la respirazione e il ricambio di aria sia che, invece, ne siano prive, queste mascherine non isolano bene le persone.

Chi indossa una mascherina FFP3 costituisce un potenziale pericolo per chi lo/la circonda.

Per questo motivo esse sono state messe a disposizione delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari nel corso del lockdown. Ne hanno fruito, dunque, le categorie professionali che sono state prontamente sottoposte al tampone per via della loro importante funzione sociale.

Chi le ha usate deve essere sano: solo in questo modo il loro punto debole può essere arginato.

Le mascherine FFP3 sono state caldamente sconsigliate al pubblico anche dal Ministero della Salute stesso, che ha evidenziato come il loro utilizzo da parte dei non addetti ai lavori costituisca un intralcio al contenimento del contagio più che un’efficace soluzione.

Mascherina FFP3 con valvola o senza valvola?

Mascherina FFP3 con valvola o senza

Un’altra distinzione, questa, che ha avuto particolare rilevanza durante la fase di lockdown. Le mascherine FFP3 con valvola, infatti, sono state destinate prevalentemente agli operatori sanitari, spesso costretti a lungi ed estenuanti turni di lavoro presso le strutture ospedaliere.

Lo scopo della valvola è quello di facilitare il ricambio dell’aria all’interno della mascherina. In questo modo l’impatto sulla respirazione è notevolmente ridotto e la si può indossare anche per periodi più prolungati senza particolari fastidi o problemi respiratori.

La mascherina FFP3 senza valvola, d’altro canto, garantisce gli stessi livelli di protezione ma, non essendovi modo per facilitare la respirazione e il ricambio dell’aria, non può essere indossata per lungo periodo.

Non a caso, dunque, queste sono state per lo più distribuite tra le forze dell’ordine o dai medici di famiglia e le guardie mediche. Queste categorie professionali, infatti, possono entrare a contatto con le persone anche per periodi ristretti e il mantenimento della distanza di sicurezza è facilitato.

Quale mascherina potrebbe fare al caso tuo?

Come detto, a meno che tu non appartenga ad una delle classi professionali sopra descritte, la mascherina FFP3 non risulta essere la soluzione ideale, né per te né per chi ti circonda.

L’obiettivo di obbligare la popolazione a indossare le mascherine durante il lockdown e di continuare a consigliarne l’uso poi, infatti, è quello di isolare i potenziali contagi. Questo non proteggendo le persone ma abbattendo i fattori che favoriscono la diffusione del virus.

Dato che non si può garantire una disponibilità tale di mascherine FFP3 da renderle accessibili a chiunque, la strategia da impiegare è quella di favorire la purificazione dell’ambiente.

Impiegando altre tipologie di mascherine il filtraggio dell’aria è minimo dall’esterno verso l’interno, ma vengono bloccati tutti i droplet emessi conversando, starnutendo o semplicemente espirando.

Quali sono questi tipi di mascherine?

Le mascherine chirurgiche rappresentano il prodotto di massa più idoneo al contenimento del contagio da coronavirus, come puoi leggere nel nostro articolo “Mascherine chirurgiche & coronavirus: possiamo davvero definirle sicure?“.

Mascherine chirurgiche: comode ed efficaci

Le comuni mascherine chirurgiche sono appositamente pensate per questo scopo. Realizzate prevalentemente in tnt (tessuto-non-tessuto) e sottoposte a controlli qualitativi, le mascherine chirurgiche vanno ad assorbire e bloccare goccioline di sudore e saliva.

Detto altrimenti, il principale mezzo di diffusione del Covid-19 viene intrappolato dalla mascherina stessa e non diffuso nell’ambiente circostante.

La leggerezza del tnt e la sua bassa capacità filtrante, inoltre, rendono le mascherine chirurgiche decisamente più comode da indossare, contrariamente alle mascherine FFP3.

Anche una persona non abituata può facilmente indossare una mascherina chirurgica anche per periodi prolungati senza avvertire disturbi significativi.

Le mascherine semplici: nessuna certificazione o garanzia di protezione

Si è trattata di una pratica errata che si è diffusa durante il lockdown. La difficoltà di procacciarsi mascherine chirurgiche certificate, infatti, ha portato non poche persone a scegliere la strada del fai-da-te e arrangiarsi come meglio potevano.

Le mascherine semplici, ricavate da pezzi di stoffa, di carta o semplicemente avvolgendosi una sciarpa intorno al volto, non garantiscono alcuna protezione valida.

Ecco perché, attualmente, sono assolutamente da evitare.

Per approfondire l’argomento delle mascherine antivirus fai da te, ti consigliamo di leggere il nostro articolo “5 motivi per non credere alla storia delle mascherine antivirus fai da te“.

Mascherine FFP3 o chirurgiche? In conclusione

In conclusione le mascherine FFP3 sono sconsigliate al grande pubblico in quanto, piuttosto che arginare il contagio, favoriscono la diffusione nell’ambiente dell’agente patogeno. Proteggono la singola persona e non chi lo circonda.

Una soluzione resa impraticabile dallo scarso numero di pezzi disponibile sul mercato.

Le mascherine chirurgiche, dal canto loro, permettono di isolare le singole persone dalle altre, in modo che gli asintomatici non possano aumentare inconsciamente i numeri del contagio.

Comodità e facilità respiratoria sono due aspetti in più da considerare, che rendono le precauzioni meno stressanti e inabilitanti.

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