Mascherine in tessuto: le caratteristiche da conoscere per proteggersi dal coronavirus

MASCHERINE IN TESSUTO

Qual è il tessuto giusto per le mascherine antivirus? Ecco ciò che devi sapere.

Oltre alle mascherine DPI per uso medico, nella maggior parte dei casi usa e getta (mascherine chirurgiche o filtranti), uno dei più recenti decreti del Governo italiano ha dato la possibilità di utilizzare mascherine in tessuto.

Ma che cosa sono questi dispositivi di protezione individuale? Proteggono adeguatamente?

Le mascherine in tessuto non sono altro che “mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

mascherine lavabili di tessuto

Questa è una soluzione da prendere in considerazione nelle situazioni di vita quotidiana dato che la mascherina è ormai un accessorio di cui non si può più fare a meno. Inoltre, causa il problema delle scorte limitate, usare tutti quanti i DPI riservati agli operatori sanitari, non è sostenibile.

La mascherina in tessuto,invece, può presentare diversi vantaggi, in primis quello di essere riutilizzabile quindi maggiormente ecologica ed economica della mascherina usa e getta.

Mascherine in tessuto: sono sicure?

Deve essere chiaro fin da subito che la mascherina che si indossa quando si esce di casa non è una protezione totale, in grado di tenere lontano il virus in qualunque condizione, specialmente se si tratta di una mascherina similchirurgica o “di comunità”.

Questo perché non sono dispositivi di protezione individuale. Nascono infatti con la funzione opposta, vale a dire quella di proteggere gli altri dalle proprie emissioni di saliva e non da quelle altrui.

Gli unici dispositivi utili per proteggersi dalle micro particelle disperse nell’aria (sostanze tossiche, virus o batteri) sono le mascherine filtranti certificate FFP2 e 3.

Queste, però, sono necessarie agli operatori sanitari e hanno rilevanza soltanto in quei contesti dove c’è un alto rischio di contagio oppure la dispersione di aerosol (ad esempio in ospedali e strutture sanitarie).

Si deve dire, comunque, che le mascherine chirurgiche, comprese quelle in tessuto, fungono da barriera meccanica alle particelle di saliva che si emettono mentre si parla, si starnutisce o si tossisce, e sono considerate uno strumento utile, soprattutto in un contesto dove tutti quanti ne indossano una, per limitare la diffusione del contagio.

Bisogna ricordare, però, che la mascherina va indossata correttamente e che da sola non basta. Infatti, è necessario sempre mantenere la distanza sociale e lavarsi le mani spesso o con soluzioni che contengono almeno il 60% di alcol.

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Mascherine in tessuto: proteggono davvero?

mascherine lavabili in tessuto funzionano

Se sono fatte nel modo corretto sì. Per avere alcune indicazione su come farle in casa si può seguire l’indicazione del Centro Governativo americano per la prevenzione delle malattie.

Infatti, questo ente consiglia di sovrapporre due strati di tessuto, creando una tasca per inserire un filtro usa e getta, ad esempio un pezzo di carta forno, che potrà assorbire ulteriormente l’umidità.

Senza la tasca per il filtro, invece, gli strati di tessuto dovranno essere minimo tre. Per quanto riguarda il modello da scegliere, si possono trovare diverse soluzioni (con piega centrale o tre pieghe orizzontali, con elastici o lacci).

Quello che importa è che la mascherina copra bene il naso e la bocca e sia aderente al volto anche sui lati.

Quali tessuti utilizzare?

Bisogna trovare un tessuto abbastanza fitto da trattenere al meglio le particelle di saliva, allo stesso tempo deve anche essere traspirante al punto da poterlo effettivamente indossare sulla bocca senza troppo fastidio.

La ricerca di un buon equilibrio tra comfort e protezione è necessaria per far sì che la mascherina venga indossata nella maniera più corretta e senza che sia continuamente abbassata o toccata.

Alcuni principali tessuti di uso comune, come il cotone, la seta e la flanella di cotone, hanno ricevuto dei pareri sul loro potenziale di filtrazione. Uno studio pubblicato su ACS NANO, rivista dell’associazione americana dei chimici, risponde a vari quesiti sulla capacità di filtrazione dei principali tessuti di uso comune e sull’efficacia protettiva delle mascherine.

Un tessuto di cotone a trama fitta risulta essere la scelta migliore per creare una mascherina fai da te, ma è necessario sempre sovrapporre due/tre strati di materiale. Non bisogna, quindi, utilizzare tessuti come le garze o lini in quanto presentano una trama troppo leggera.

Inoltre, è necessario, sovrapporre più strati di tessuto, infilando in mezzo uno strato di altro materiale. Lo studio ha confermato anche l’importanza della forma della maschera, che deve aderire bene sul viso.

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Mascherine in tessuto in commercio

Le mascherine in tessuto lavabili e riutilizzabili si trovano da qualche mese facilmente anche in farmacia o su internet.

Ce ne sono di tre tipi:

  • Quelle con il marchio CE che si configurano come dispositivi medici (che hanno fatto i test richiesti per questo tipo di categoria);
  • le mascherine prodotte “in deroga alle disposizioni” o “in autocertificazione” che, secondo quanto previsto dai decreti emergenziali, devono fornire all’autorità competente una certa documentazione precisa;
  • le mascherine in tessuto che non rientrano in queste due categorie e non possiedono nessuna documentazione. Queste ultime sono considerate come “mascherine di comunità”.

Mascherine in tessuto: considerazioni finali

Per concludere questo articolo, è possibile trarre delle considerazioni finali relative alle mascherine in tessuto.

Questa tipologia di mascherine, quando sono prodotte nel modo corretto, possono proteggere chi le indossa, a patto che si seguano scrupolosamente le norme sanitarie di contenimento del Coronavirus.

Per produrne di efficienti bisogna scegliere un tessuto come il cotone a trama fitta. Inoltre, devono essere sovrapposti 3 o più strati e se possibile inserire un pezzo di materiale differente tra gli strati.

Non bisogna dimenticare, oltretutto, che la mascherina in tessuto, per essere valida deve aderire il più possibile al viso.

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